I delfini, che sono Mammiferi marini, appartengono ad un gruppo di generi e specie dell’ordine degli Odontoceti, cioè di Cetacei muniti di denti. Questo particolare importante li differenzia dalle balene e dalle balenottere, che hanno, invece, i fanoni. I delfini propriamente detti appartengono alla famiglia dei Delfinidi, mentre alcuni delfini di fiume a quella dei Platanistidi; il narvalo ed il beluga appartengono alla famiglia dei Monodontidi.
La varietà di specie di delfini è rilevante, contando circa 38 specie attuali, di cui 8 presenti in modo costante o accidentale anche nel Mediterraneo. Le specie più comuni nelle nostre acque sono la Stenella striata, che può formare anche enormi gruppi, ed il Tursiope, che preferisce generalmente un ambiente più costiero. Il Delfino comune, un tempo la specie maggiormente presente nel Mediterraneo, è divenuto meno abbondante a partire dall’inizio del XX secolo.
Il delfino ci mette la firma
I delfini sono dei Mammiferi con delle capacità eccezionali: hanno una pelle che favorisce il nuoto veloce, in grado di mantenersi liscia eliminando le parti superficiali invecchiate o danneggiate, che ha micro-solchi che favoriscono lo scorrimento dell’acqua. Sono dotati di capacità di comunicazione notevoli, articolando suoni a diversa frequenza, utili anche alle comunicazioni all’interno dei gruppi. Come ha dimostrato proprio una ricerca condotta all’Acquario di Genova, le madri dei tursiopi sono in grado di trasmettere alla prole la capacità di “firmare” i propri messaggi con un suono molto simile al “fischio-firma” della madre, quasi a voler siglare con un nome di famiglia i messaggi.
Onde sonore
I delfini hanno anche un sofisticatissimo biosonar, cioè la capacità di inviare e ricevere onde sonore capaci di esplorare e definire l’ambiente circostante, riuscendo anche ad identificare la natura e la consistenza dei “bersagli”, anche quando questi sono celati alla vista. Questa loro fantastica capacità viene anche utilizzata, per fortuna in pochi casi, anche a scopi militari, per trovare mine nascoste sotto la sabbia o la vegetazione marina, che è impenetrabile agli strumenti elettronici sin qui creati dall’uomo.
La loro capacità di nuoto è formidabile: grazie alla coda molto possente, alle capacità di ondulazione del corpo, alla pelle ed all’azione stabilizzatrice e direzionale delle pinne pettorali, sono in grado di raggiungere velocità molto elevate, anche superiori ai 50 km/h. La potenza della loro spinta gli permette anche di fare impressionanti salti fuor d’acqua, talvolta arricchiti da capriole. Sono in grado di sfruttare a loro piacimento le onde e le masse d’acqua spostate dalle navi e dalle barche, riuscendo a ridurre al minimo lo sforzo. Hanno generalmente ottime capacità di apnea, che cambia da specie in specie.
Solidali e predatori
Sono animali spiccatamente sociali, talvolta con strutture di gruppo ben definite e con popolazioni locali in diversi siti. Hanno un forte senso di solidarietà e non esitano ad intervenire a difesa di un componente del gruppo che si possa trovare in difficoltà. Malgrado il loro aspetto gioioso, sono predatori formidabili, capaci di inseguire prede difficili e di avere strategie di caccia sofisticate e di gruppo. Mangiano diverse specie (generalmente pesci e cefalopodi) e pochi sono molto specializzati. A parte l’uomo, hanno pochi predatori, per i quali rappresentano comunque una preda difficile. Lo squalo bianco, che è tra i loro predatori, li teme comunque perché sono in grado, con il loro biosonar, di identificare perfettamente la sua parte del corpo più delicata, dove risiede il grande fegato, e quindi di colpirlo con precisi colpi di rostro, causandogli lesioni interne che lo possono portare anche alla morte.
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